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Questi italiani.

Guarda questi italiani.

Su un bus – nemmeno troppo affollato – dopo una lunga giornata di lavoro. Si liberano due posti a sedere, i turisti scendono sempre a Piazza Venezia. Nemmeno uno dei signori in giacca e cravatta, smartphone in mano e borsa a tracolla, chiede alle ragazze se vogliono accomodarsi. Ma se pure in Egitto e Siria i ragazzi si alzavano e cedevano il posto alle donne, velate e non! Questi italiani…

“Prego si accomodi”. Toh, si era liberato un altro posto e non me n’ero resa conto.

“No, grazie. Penso che la mia fermata sia tra poco”, faccio io, che ovviamente ho preso un autobus con una vaga idea del percorso che fa.

“Perché, dove va?”

“Veramente, sto cercando un posto che vende biglietti dei concerti in Piazza Esquilino…”.

Non l’avessi mai detto. La cavalleria italiana arriva in mio soccorso e nel giro di un minuto:

#1: “Ah sì, deve essere tra poco, si chiama XXX, tra una fermata”.

#2: “No, è tra due fermate, l’autobus si ferma davanti”.

#3: “Sì, sì, tra due fermate, non ti conviene scendere ora”.

#4: “Appena scendi lo trovi, di fronte, un po’ sulla destra”.

#5: “A questo punto non ti puoi perdere…”

Eh, no, non posso. Insomma, questi italiani.

 

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Un intermezzo comico serve ogni tanto. E ogni tanto è bello ricordare – e ricordarsi – che in fondo l’Italia non è poi così male.

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Dal Cairo a Roma, mentre l’Egitto insegue

Lunghissimo silenzio. Ho qualche scusante tra un frenetico ultimo mese al Cairo, alcune interviste di lavoro via Skype ed infiniti curriculum mandati, per finire poi con l’ennesimo trasloco fatto in una manciata di giorni, mentre cercavo una stanza accettabile per una stagista semi-pagata. A Roma, caput mundi.

Proprio mentre cerco di ambientarmi in Italia, la blogosfera e Twitter mi segnalano che l’Egitto sta arrivando in visita. La giornalista, blogger e attivista egiziano-americana Mona Eltahawy, su Twitter @monaeltahawy, sarà in Italia per una serie di incontri e lezioni sulla comunicazione, l’utilizzo dei social media, e la Primavera Araba.

Dopo aver poco notato – con non poco disappunto – che non è prevista ancora una tappa romana per la blogger egiziana (o forse la sottoscritta non riesce a trovarla nella distesa infinita del web), ecco sotto i links agli eventi a cui prenderà parte Mona Eltahawy:

–          20 marzo 2012, Milano: l’Università Cattolica organizza un incontro sul ruolo dei social media nella promozione della democrazia, introdotto dalla Prof.ssa Nicoletta Vittadini.

–          21 marzo 2012, Bologna: spiegare la Primavera Araba ai media statunitensi è il tema dell’incontro organizzato dall’Università di Bologna, coordinato dal Prof. Roberto Grandi e introdotto dal Prof. Augusto Valeriani, che non solo è su Twitter come @barbapreta  ma ha pure un bel blog su comunicazione e mondo arabo. A proposito, @barbapreta ha creato un hashtag (#monabo) per l’evento: chi vuole seguire l’incontro dal web non deve fare altro che connettersi e seguire il twit-stream!

–          22 marzo 2012, Firenze: il Consolato USA a Firenze e la Fondazione Stensen organizzano un incontro con la blogger egiziana.

–          23 marzo 2012, Napoli: Mona Eltahawy parlerà della rivoluzione di Piazza Tahrir nell’ambito della manifestazione “L’arte della felicità”.

A presto (sul serio!), inshallah.

Esercizio di grafica

Oggi si parla di Italia. O meglio, lascio parlare alle immagini. Negli scarsi ritagli di tempo di questa settimana ho messo insieme il grafico che trovate in basso.

Faccio un passo indietro per spiegare come è nata l’idea. Nelle ultime settimane mi è capitato spesso di dover rispondere a domande curiose sul nuovo governo italiano. Un governo tecnico, che significa? Ma chi sono i ministri? Chi è questo Mario Monti, è di destra o di sinistra?

Inutile dire che la mia conoscenza dell’argomento era decisamente superficiale, limitandosi di solito alle informazioni lette sulle prime pagine dei quotidiani italiani online. Non per disinteresse, aggiungo; piuttosto per la mole di informazioni sulle elezioni egiziane che ha sommerso la mia scrivania. Al primo momento di calma, i giornali italiani sono tornati tra le mie letture quotidiane. Il grafico è un mio strumento per fare un po’ di chiarezza sulla composizione del governo. Mi preme sottolineare due aspetti che ho trovato decisamente interessanti:

  1. Il governo è più omogeneo di quanto sembri ad una prima occhiata. La maggior parte dei ministri che non provengono dalla pubblica amministrazione hanno comunque esperienza nel settore pubblico e governativo.
  2. Molti dei nuovi ministri hanno esperienze internazionali di alto livello alle spalle. UE, Onu, Nato ed acclamate università straniere sono solo alcuni esempi. Un segnale positivo, se si vuole parlare ai colleghi europei ed internazionali da pari. E poi noi Italiani all’estero possiamo tirare un sospiro di sollievo: meno gaffe internazionali all’orizzonte.

Grazie come sempre a Ludovica Galeazzi per aver sopportato le mie domande da neofita della grafica vettoriale.