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Bis per gli Iskanderella

Dunque si parlava di concerti al Cairo.

Due giorni dopo, un altro concerto ed il copione descritto nel post precedente si è ripetuto. Con una piccola differenza: sold out.

Ora, quello degli Iskanderella è il primo concerto sold out che ho visto al Cairo. Spulciando i post precedenti potete notare che degli Iskanderella avevo già parlato a novembre, quando li sentì suonare per la prima volta al Tahrir Lounge, all’interno di una manifestazione organizzata da alcune ONG. Stavolta però il palco era solo per gli Iskanderella, ed il pubblico è accorso in massa, ovviamente cogliendo di sprovvista la sottoscritta.

Qualche dubbio mi era sorto mentre camminavo verso il Sawy Sakia – il centro culturale indipendente che ha ospitato il concerto – incrociavo tantissimi ragazzi e ragazze, tutti con il biglietto in mano: di solito le sale sono scarsamente piene, che bisogno c’è di comprare il biglietto in anticipo?

Una volta davanti al botteghino dei biglietti non c’è stato bisogno di spiegazioni: il concerto era sold out. Da buona italiana abituata alla calca dei nostri concerti non potevo demordere per così poco. Alla fine sono spuntati due blocchi di biglietti dall’altro lato del vetro ed in quindici minuti avevo in mano tre biglietti. Muniti del prezioso tagliando ci siamo avviati verso la sala. O meglio, ci abbiamo provato, ma il centro culturale era veramente stracolmo. Alla fine siamo stati costretti a rimanere nello spazio antistante alla sala, da dove si intravedeva il palco, e abbiamo seguito il concerto dagli schermi, mentre attorno a noi il pubblico cantava a memoria le canzoni della rivoluzione.

Però, dico io, non potevano togliere le sedie dalla sala, così magari qualche spettatore in più poteva entrarci?

Ma in fin dei conti qualche problema organizzativo è da aspettarsi nella gestione egiziana dei concerti…

Ecco un video del concerto degli Iskanderella tenutosi a dicembre 2011 al campus dell’American University in Cairo. La canzone è “Yahka Anna” (Si dice…)

 

Nel frattempo mancano due giorni all’anniversario della rivoluzione. Manifestazioni e celebrazioni sono pianificate per il 25 gennaio: cosa succederà, se prevarrà la calma o se vi saranno scontri è difficile da prevedere.

Stay tuned per aggiornamenti politici e soprattutto musicali – il programma di alcuni locali qui si fa veramente interessante.

Note dai dintorni di Tahrir

C’è fermento politico nell’aria del Cairo. Non mi riferisco soltanto alle manifestazioni a Midan Tahrir – proprio oggi 18 Novembre partiti politici, associazioni e cittadini scenderanno in piazza per chiedere un rapido passaggio di potere ai civili. La richiesta principale è l’abrogazione del documento costituzionale preparato dal vice Primo Ministro el-Selmi, che lascia troppo potere al Consiglio Supremo delle Forze Armate (SCAF). La manifestazione era stata inizialmente organizzata dagli Islamisti. Negli ultimi giorni i partiti e movimenti liberali hanno dibattuto se partecipare o meno, citando dubbi sulle intenzioni degli Islamisti. A mio avviso, alla fine è prevalsa una scelta tattica: non lasciare che le proteste si trasformino in una prova di forza dei movimenti islamici.

Al Cairo qualsiasi evento si può trasformare in una tribuna politica. Un esempio? la Giornata Internazionale per la Tolleranza, il 16 Novembre. Il luogo era il Tahrir Lounge, spazio per le associazioni creato dal Goethe Institut al Cairo a pochi passi dalla piazza centro nevralgico della rivoluzione. I protagonisti, le ong egiziane Andalus Institute e Cairo Institute for Human Rights Studies. E la band egiziana Eskanderella, che suonò a Tahrir durante la rivoluzione.

La band suona canzoni che trattano tematiche politiche ed il pubblico ha risposto in modo appassionato. Nelle pause tra i pezzi, i ragazzi del pubblico intonavano canti che chiedono la caduta del governo militare. Il momento forse più emozionante è stato quando un attivista ha passato un foglio alla cantante della band. Sul foglio, l’immagine in bianco e nero di Alaa Abdel Fattah. Il pubblico e’ esploso, dimostrando il sostegno caloroso al blogger imprigionato da fine Ottobre con l’accusa di incitamento alla violenza e chiamato a rispondere davanti alle corti militari.

La campagna contro le corti militari si aggiunge a quella contro lo SCAF. Tanti ragazzi e ragazze al Tahrir Lounge portavano il logo della campagna su borse,
zaini e vestiti. Il logo principale è la cioè “no” in Arabo. È stato anche ripreso da Carlos Latuff nei suoi disegni sul blogger.

La famiglia di Alaa ha chiesto ai sostenitori del blogger di protestare contro i tribunali militari a Tahrir. La piazza si preannuncia affollata oggi.