Fotografia “slow” al Cairo

In questi ultimi mesi, i media sono stati sommersi da una proliferazione di foto e reportage della “rivoluzione di Tahrir” o del “nuovo Egitto”. Alcune case editrici del Cairo hanno subito dato alle stampe raccolte dai titoli come “Pictures from Tahrir”. Non so voi, ma io, a distanza di qualche mese, non ricordo nemmeno una foto-simbolo. Nemmeno un nome di uno di questi fotografi mi è rimasto in mente. Sarà colpa del mio deficit di attenzione, o forse le immagini delle bandiere, dei volti pitturati con i colori dell’Egitto e della piazza piena di gente si assomigliano un po’ tutte?

Ovviamente non tutti i fotografi stranieri qui al Cairo adottano un approccio così “fast”, legato agli ultimi eventi. Ieri sera ero all’apertura della mostra intitolata “El Alma del Mundo” (L’anima del mondo), raccoglie foto scattate da Miguel Sanchez al Cairo nel corso degli ultimi due anni. Il fotografo spagnolo ha adottato uno stile “slow” e non solo per il tempo impiegato: dal 2009 scatta foto agli abitanti che popolano i vari quartieri della capitale egiziane.

Foto di Miguel Angel Sanchez.

Anche la tecnica è decisamente inusuale, quasi fuori moda. Le fotografie sono scattate con una Hasselblad. Il ragazzo che ha fatto da traduttore a Miguel Sanchez mi ha spiegato il processo con cui il fotografo lavora. Innanzitutto, Sanchez cerca i soggetti adatti, girando per le strade o con il passaparola degli amici, e parla con loro – eventualmente con l’aiuto di un interprete. Gli occorre una settimana per preparare le luci nello studio. Una volta che l’illuminazione è stata allestita, inizia la photo session con il soggetto, che può durare molte ore, a volte una giornata intera. Tutto ciò per un singolo scatto. Sono esposti almeno 30 ritratti e molti altri non sono ancora stati presentati. Con la collaborazione della moglie Nuria Téson, giornalista di El Pais al Cairo, Sanchez vuole pubblicare un libro con le fotografie e le interviste raccolte in questi anni.

Foto di Miguel Angel Sanchez.

L’effetto finale è per l’appunto “slow”. L’Egitto visto da Sanchez è un mosaico di gente diversa –  donne velate, politici, scrittori, venditori ambulanti, musicisti, artigiani. I personaggi sembrano usciti da quadri del Caravaggio, emergono in modo drammatico dallo sfondo scuro. Non sono foto che si dimenticano facilmente. Da un lato, la ragione è lo sguardo penetrante del fotografo che raggiunge e ci svela l’anima del soggetto. Al tempo stesso, questi ritratti colpiscono per la loro universalità. In molti dei ritratti, la posa, l’espressione del soggetto, le luci, i vestiti creano forti assonanze con la le raffigurazioni del Cristo e della Madonna, ma anche di altre figure presenti nella simbologia cristiana come il pastore che arriva a rendere omaggio alla nascita di Gesù. Anche dove queste assonanze sono meno evidenti, il singolo uomo o donna finisce per diventare un simbolo: il disegnatore Ganzeer, la libertà di espressione, la madre di Khaled Said, il silenzioso grido di dolore di ogni madre in lutto.

Foto di Miguel Angel Sanchez.

Parlando con qualcuno dei visitatori di ieri sera – ragazzi e ragazze in scarpe da ginnastica e borse di tela che nascondono  le loro Nikon e Canon ma anche diplomatici in abito scuro (almeno tre ambasciatori li ho contati) – direi che la mostra è stata decisamente apprezzata. Chi vuole vedere alcune delle foto senza muoversi da casa può andare sul sito del fotografo. La mostra si trova al Palace of Arts all’interno del complesso della Cairo Opera House fino al 9 Gennaio 2012. Orari di apertura: dal Sabato al Giovedì, 10 am – 2 pm e  pm – 7 pm.

Foto di Miguel Angel Sanchez.

Visto che siamo in tema culturale aggiungo un appuntamento. Lo scrittore egiziano Alaa al-Aswany sarà al Centro Culturale Francese del Cairo il prossimo mercoledì 14 Dicembre 2011 alle ore 19. Penso che vi sarà la traduzione in francese, in caso di conferma aggiornerò questo post. La foto sopra, così come tutte quelle del post, sono di Miguel Angel Sanchez.

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