Note dai dintorni di Tahrir

C’è fermento politico nell’aria del Cairo. Non mi riferisco soltanto alle manifestazioni a Midan Tahrir – proprio oggi 18 Novembre partiti politici, associazioni e cittadini scenderanno in piazza per chiedere un rapido passaggio di potere ai civili. La richiesta principale è l’abrogazione del documento costituzionale preparato dal vice Primo Ministro el-Selmi, che lascia troppo potere al Consiglio Supremo delle Forze Armate (SCAF). La manifestazione era stata inizialmente organizzata dagli Islamisti. Negli ultimi giorni i partiti e movimenti liberali hanno dibattuto se partecipare o meno, citando dubbi sulle intenzioni degli Islamisti. A mio avviso, alla fine è prevalsa una scelta tattica: non lasciare che le proteste si trasformino in una prova di forza dei movimenti islamici.

Al Cairo qualsiasi evento si può trasformare in una tribuna politica. Un esempio? la Giornata Internazionale per la Tolleranza, il 16 Novembre. Il luogo era il Tahrir Lounge, spazio per le associazioni creato dal Goethe Institut al Cairo a pochi passi dalla piazza centro nevralgico della rivoluzione. I protagonisti, le ong egiziane Andalus Institute e Cairo Institute for Human Rights Studies. E la band egiziana Eskanderella, che suonò a Tahrir durante la rivoluzione.

La band suona canzoni che trattano tematiche politiche ed il pubblico ha risposto in modo appassionato. Nelle pause tra i pezzi, i ragazzi del pubblico intonavano canti che chiedono la caduta del governo militare. Il momento forse più emozionante è stato quando un attivista ha passato un foglio alla cantante della band. Sul foglio, l’immagine in bianco e nero di Alaa Abdel Fattah. Il pubblico e’ esploso, dimostrando il sostegno caloroso al blogger imprigionato da fine Ottobre con l’accusa di incitamento alla violenza e chiamato a rispondere davanti alle corti militari.

La campagna contro le corti militari si aggiunge a quella contro lo SCAF. Tanti ragazzi e ragazze al Tahrir Lounge portavano il logo della campagna su borse,
zaini e vestiti. Il logo principale è la cioè “no” in Arabo. È stato anche ripreso da Carlos Latuff nei suoi disegni sul blogger.

La famiglia di Alaa ha chiesto ai sostenitori del blogger di protestare contro i tribunali militari a Tahrir. La piazza si preannuncia affollata oggi.

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